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"Amo molto il pubblico. Mi sono sempre detto: “Devo essere
molto chiaro, devono capire ciò che dico, non è difficile” e molte
volte mi sono reso conto di non essere stato abbastanza semplice,
abbastanza chiaro. Ma in tutta la mia vita, ho sempre lavorato per
il pubblico."
"Per me, girare un film rappresenta giorni
di lavoro inumanamente accanito, fatiche, occhi pieni di polvere,
odori di cerone, sudore e lampade, una serie infinita di tensioni
e rilassamenti, una lotta ininterrotta tra il volere e il dovere,
la finzione e la realtà, la coscienza e la pigrizia. Penso alle
levate di primo mattino, alle notti insonni, a un sentimento più
acuto della vita, a una specie di fanatismo imperniato sul solo
lavoro, per il quale divento io stesso finalmente una parte integrante
della pellicola, un apparecchio ridicolmente minuscolo, il cui solo
difetto è l’aver bisogno di mangiare e bere (…) Girare un film è
come cercare di domare una belva preziosa e inafferrabile: ci vogliono
chiarezza, meticolosità, calcoli rudi ed esatti. Aggiungete un umore
inalterabile e una pazienza che non è di questo mondo."
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